Ecografia

 

L'ecografia dedicata all'apparato scheletrico è una branca molto specialistica.

Un ecografista serio e preparato in ecografia internistica non è necessariamente in grado di eseguire un buon esame di ecografia muscolo-scheletrica. Questo perché la conoscenza dell'anatomia ecografica dell'apparato muscolo-scheletrico ha bisogno di tempi di apprendimento molto lunghi, essendo necessario conoscere le patologie ortopediche e riconoscerne i segni ecografici.

Il metodo migliore di apprendimento è quello di lavorare a stretto contatto con ortopedici, fisiatri e fisioterapisti, per confrontare con loro le ipotesi e verificare l'esattezza delle diagnosi. È il metodo seguito dalla dr.ssa Ciccarelli lavorando in ospedale, con i professionisti dei centri dove lavora e con i suoi numerosi contatti esterni che ha conservato.

 

La metodica ecografica è in grado, in mani esperte, di studiare tendini, legamenti, muscoli, fasce muscolari, capsule articolari, cartilagini, borse articolari e connettivi periarticolari. Permette di eseguire uno studio funzionale di tutte queste strutture ed è perciò in grado di diagnosticare la maggior parte delle patologie muscolo-scheletriche e osteo-articolari, a condizione che il radiologo che esegue l'esame sia a conoscenza delle patologie strutturali e funzionali di questo apparato, ne conosca i sintomi e i segni, oltre alle caratteristiche manifestazioni ecografiche.

Per questo, anche nel caso di un esame ecografico, il radiologo innanzitutto raccoglie i dati anamnestici, studia i precedenti esami clinici ematologici e di imaging e soprattutto visita il paziente per farsi un'idea personale sull'ipotesi diagnostica. Solo in pochi casi specifici l'esame ecografico, non completamente soddisfacente, potrà essere integrato con uno studio mediante risonanza magnetica.

 

L'ecografia è in grado di diagnosticare, per tutti i distretti, patologie quali tendiniti e tendinosi, calcificazioni tendinee, bursali cartilaginee, artriti o sinoviti (post traumatiche e non), versamenti articolari di varia natura e origine, borsiti, lesioni legamentose o cartilaginee, lesioni o patologie muscolari.

Traducendo con i termini più usati e riconoscibili dal paziente, potremmo parlare di periartrite scapolo-omerale calcifica, lesione della cuffia dei rotatori, borsite subacromiale, tendinite del bicipite, epicondilite  ed epitrocleite, borsite olecranica, tendinite di De Quervain, sindrome del tunnel carpale, artriti specifiche e aspecifiche (reumatoide, psoriasica, post traumatica) anche a livello delle piccole articolazioni delle mani e dei piedi, tallonite o spine calcaneari (sindrome della fascia plantare o tendinite inserzionale, tendinite del tallone d'Achille, borsite retrocalcaneare), borsite della testa metatarsale, sinoviti e tendiniti a livello delle dita del piede, neuroma di Morton, sinovite artrosica di tutte le articolazioni (in particolare del ginocchio), cisti di Backer (borsite semimembranoso-gastrocnemica), cisti perimeniscali, lesioni dei legamenti collaterali del ginocchio, tendiniti del quadricipite e del rotuleo, condropatia femoro-rotulea, sindrome bandelleta ileo-tibiale; sindrome della zampa d'oca, sinoviti dell'anca, borsite trocanterica.

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